Al link seguente, trovate l 'articolo ancora seguente. a tutto seguono le mie considerazioni, che poi, di fatto, sono la parte interessante del discorso.
http://www.laricarica.net/index.php?viewarticoloid=165
l'Editoriale
Se il natale diventa una bestemmia.
Caro Gesù Bambino, quando mai ci hai detto che dovevamo comprare tutta quella roba per onorare il tuo compleanno? Facci capire rapidamente se con questo tipo di Natale ti stiamo onorando o se invece ti stiamo bestemmiando, perché qui sulla Terra è già a novembre e tutti stanno diventando matti.
Le vetrine si riempiono di merci che, per tre quarti, finiranno in pattumiera in gennaio.
In televisione cominciano ad apparire le babbe natale coscialunga; certo, anche le belle gambe sono opera del Signore, ma le usano per sostituire in noi acquirenti i neuroni con gli ormoni; per fortuna che non funziona più, abbiamo esaurito da tempo sia gli uni che gli altri.
Decine di milioni di panettoni industriali sono pronti fin da agosto (per questo sono pieni di conservanti) ad essere innaffiati da altrettanti litri di sedicente spumante gasato, affinché tutti possano scambiarsi almeno un rutto di augurio.
Qualche gloriosa maestra proverà a dire ai bambini che il Natale è un’altra cosa; ma occorre qualche idea energica perché non sembri la solita predica pedante. Su La Ricarica glie ne suggeriamo un paio, perché la televisione ha dei budget miliardari per smentirla ogni 15 minuti con linguaggi molto più persuasivi e deduttivi: spendete e sarete più ricchi, per scambiarvi amore scambiatevi merci, ogni bambino è nato per comprare.
E intanto, addio tredicesima.
Anche sul nostro terrazzo un abete (sfigatino) si sta per illuminare al ritmo alternato di un gingillino made in china. Se lo scegliamo bene, ci suona anche Jingle Bells con quei suonini low-fi a otto bit. E’ vero, suonano in modo così raccapricciante che preferiremmo le musichette di attesa dei call center, ma se a qualcuno piacciono, per lui non è un problema. Diventa un problema se piacciono al mio vicino, sul cui terrazzo sembrano scoreggine acute di zanzara che suonano da novembre a gennaio. Ammetterai che è una bella sfida, per non nominare invano il nome tuo e di tutta la tua famiglia. Ma sarò bravo.
Proprio in tema di bestemmie ti scrivo. Persone più sagge di me hanno scritto per un millennio cose importanti sul rapporto tra il tuo nome e il Verbo; ma erano tempi di oralità e di comunicazione personale diretta, chiunque, anche l’analfabeta, sentiva il mistero enorme di creare il significato facendolo emergere dalla sua assenza attraverso il suono pronunciato; oggi c’è più quantità ma meno qualità, vale per i segreti sussurrati a se stessi, per le parole magiche degli imbonitori, per il sussurare degli innamorati, per tutti i nostri suoni intimi dal primo vagito all’ultimo rantolo; vale (inutile negarlo) anche per il tuo nome, se no io stesso (lo sai) non oserei scriverti in questa forma.
Vale per il bestemmiare quanto per il pregare: visto che oggi la parola pesa meno, sarebbe meglio pregare coi fatti.
Nel mio piccolo, quando parlo di bestemmia non mi riferisco a quel che insegnano al catechismo; tu che conosci la psicoanalisi da prima di Freud, sai bene che quando noi umani diciamo porco qui e porco là, non ci riferiamo ai tuoi familiari ma, inconsciamente, ai nostri genitori e nonni.
Parlo di un’altra bestemmia, cioè glorificare e onorare il dio pagano della merce, e con lui lo spreco di risorse naturali preziose e la distribuzione ingiusta delle ricchezze, con la scusa del tuo compleanno. In tuo nome facciamo invecchiare precocemente il pianeta. Questo sì, è bestemmiare.
Lo ammetto, tra le luminarie e i pacchettini noi saremo davvero gioiosi; imbecilli sì, ma felici; perché lo spreco di energia e materia somiglia al sacrificio delle caprette nei riti pagani.
In un popolo pre-moderno in balia delle fragilità ( siccità, carestie, malattie...), basta una coltellata sul gozzo della bestia: significa tanto sangue che schizza in giro, tanta adrenalina nel sangue di chi guarda e tutti che diventano emozionati ma contenti, perché l’inconscio dice “è successo a lei e non a me, quindi io esercito un controllo sugli accadimenti”. Analogamente noi postmoderni spendiamo in merci ed energia in un mondo sempre più povero, e sicuramente ne ricaviamo una sensazione psicologica di padronanza, perché sentiamo di esercitare un controllo sugli accadimenti. In entrambi i casi, non è un buon uso del nostro cervello.
Tu di queste cose te ne intendi, ti sei fatto crocifiggere: il terribile sacrificio del soggetto per avvertirci che il sacrificio pagano dell’oggetto è una liberazione fittizia...
Tu ci hai provato a raccomandarci una spiritualità capace di contrastare questo consumismo materialista; ma lo sai quanto è difficile venire a spiegarlo a noi umani. Guarda cosa sta succedendo al tuo collega Maometto, poveraccio: è quello che è successo a te dai tempi delle crociate, quando eravamo noi cristiani a massacrare nel tuo nome. Anche questa, come bestemmia, non è da poco. Lo abbiamo continuato a fare nella colonizzazione del mondo: ad esempio abbiamo sterminato un l’intero sudamerica, che aveva la sfortuna di avere l’oro sotto i piedi, nel nome di Sua Maestà Cattolica. Poi abbiamo continuato. Pochi decenni fa c’erano i campi di sterminio con su scritto Gott Mit Uns, Dio è con noi, per sterminare una “razza deicida”. E anche adesso quelli che bombardano gli iracheni ti tirano in ballo, hanno improvvidamente usato le stesse parole e senza il voto di 80.000 cristiani integralisti americani non sarebbero nella stanza dei bottoni.
I bombardati di oggi non hanno sotto i piedi l’oro di Montezuma, ma un dono ancora più prezioso, quel petrolio che alimenta le stelline elettriche del nostro Santo Natale. Che alimenta le macchine che intasano il centro per lo shopping. Che ha reso possibile tutto il processo di produzione di ciascuno degli oggetti da regalo che compreremo con la nostra tredicesima.
Infatti serve energia per escavare le materie prime, raffinarle e portarle alla fabbrica che produce l’oggetto, energia per fabbricarlo, energia per portarlo in Europa, energia per venderlo. Poi forse sarà usato, probabilmente no, comunque finirà nella pattumiera dove servirà altra energia per togliercelo dalle scatole. Toglierselo dalle scatole con le relative scatole, le migliaia di tonnellate di cartoni, fiocchettini, carte luccicanti che ogni 26 dicembre manderanno in tilt cassonetti, spazzini e discariche per una settimana; così, tanto per cominciare bene il nuovo anno.
Però posso darti anche una buona notizia; questo Natale per la prima volta gli acquisti sul web supereranno quelli fatti in supermercati e ipermercati; è un tuo regalo? noi lo dicevamo da tempo che prima o poi internet avrebbe fatto agli ipermercati quello che gli ipermercati avevano fatto ai negozietti. Bene, comincia la vendetta del piccolo bottegaio che un tempo vendeva assieme alla merce anche la competenza; come? ah, già; la vendetta è un sentimento poco cristiano; scusami.
Hai ragione anche perché i regali che proporrei non si comprano su internet ma nascono da un’idea che gira gratis per Internet, in particolare dal sito www.buynothingchristmas.org
Ad esempio
Studenti che fanno bancarelle per regalare o scambiare gli oggetti che non usano
Fare una torta in casa e regalarla
Regalare un regalo fatto ad altri, cioè a una popolazione povera una capra, una mucca, un alveare o delle semenze; si può fare ad es. attraverso il sito http://www.oxfam.org.uk,
Regalare del tempo, ad es. un coupon per un babysytteraggio, la verniciatura di una stanza, un massaggio, un aggiornamento del computer, una riparazione della bicicletta, una traduzione... oggi il tempo vale più del denaro, quindi è un regalo più prezioso.
Regalare un bel film o un bel disco; sì, hai capito bene, dico di masterizzarlo; non penserai anche tu che sia un furto, come dice la propaganda delle case discografiche? non credo proprio. Anzi, se si diffondono liberamente le emozioni genuine e i pensieri profondi in quest’era di superficialità, ci scommetto che tu sei più contento.
Regalare delle competenze o delle abilità, cioè delle lezioni su qualche cosa che il donatore sa.
Regalare una poesia, un disegno, una fotografia, una ricetta o comunque una creazione.
Regalare qualcosa che costa pochissimo ma che può essere molto prezioso perché nell’acquisto il donatore esercita una particolare competenza, come dei semi particolari, piccoli articoli di belle arti, una spezia esotica, un certo software... naturalmente con le istruzioni per usarlo.
Se proprio qualcuno vuole spendere, basta scegliere regali elementari comprati dove non fanno danno:
cibi comprati direttamente dal contadino,
prodotti del mercato equo e solidale,
prodotti delle cooperative che operano nei terreni sequestrati alla mafia,
abbonamenti a riviste indipendenti e critiche, che spesso faticano a sbarcare il lunario (in mezzo a tanta stampa foraggiata dalla politica artificiale), benché siano la coscienza critica indipendente del nostro Paese.
Tanti auguri, anche per gli altri 364 giorni,
di Marco Geronimi Stoll
CONSIDERAZIONI ---
1) come ho trovato questo articolo.
c'è da un po' sta pubblicità su radiopopolare. www.la220.it. si chiama così. vendono energia elettrica. fanno pubblicità da quando è stata preannunciata la liberalizzazione del mercato e si collocano nel settore dei fornitori di elettriciità ottenuta da fonti rinnovabili e, a loro parere, ecologiche.
la/le pubblicità in questione si distinguono per un tono di saccenteria difficilmente (da me) sopportabile. il tono è: "al mondo sono tutti scemi. noi no. inutile dire che scegliendo altro da noi, dimostri solo quanto già si sapeva: che sei scemo.". insomma, una di quelle non rare pagine in cui radiopopolare mi sta sul cazzo e cambio canale. da un paio di giorni (visto che radiopopolare non mi sta unicamente sul cazzo e perciò la ascolto) c'è la pubblicità di la220 che invita a non fare i regali di natale, che sono uno sperpero e così via.
così, visto che veniva fornito il link, sono andato a cercare e leggere.
2) in generale.
mi sta sul cazzo la spocchia di chi fa tutto facile. del pensare che tutto il mondo è scemo, si regge sull' idiozia, sull' inganno. un esempio: mi dà fastidio beppe grillo che da anni rompe i coglioni col suo cazzo di motore ad acqua. nel senso: ci sta, è una bell' idea ok. chiusa lì. ha le sue controindicazioni, non è che uno può stare lì a sbraitare come se portasse la rivelazione. è l' obiezione più banale, naturalmente. ma: se l' acqua fosse il carburante, dovremmo pagarla quanto costa la benzina ora? e poi? berremmo petrolio? notare solo come l' aumento della produzione dei carburanti da etanolo stia iniziando a rubare disponibilità di cereali per altri scopi, tipo mangiare. ok, ecologico. ma per chi?
3) chiaro che dell' articolo sopra non condivido niente.
nè il tono paternalista, che mio padre ha sempre avuto il buon gusto di non usare figuriamoci se mi va di sentirlo da sto tizio. nè i contenuti. liberissimo lui di scrivere ste cose, liberissimo io di pisciarci sopra.
4) se a me da bambino
avessero regalato una torta, il pensiero, una foto vecchia, una riparazione del computer (che non avevo), una capra a un villaggio africano, una rivista indipendente (che poi, cos'è, le riviste indipendenti sono meno inquinanti o consumano in proporzione meno risorse di quelle dipendenti? oppure, i diserbanti nei terreni sequestrati alla mafia inquinano meno di quelli nelle risaie?) non ci sarei rimasto proprio bene bene.
5) ora non sono più bambino.
non ho nemmeno quasi il tempo di grattarmi il culo (e mi manca molto) e non me ne dispiaccio. certo non ho tempo (nè voglia) di regalare un babysitteraggio o cose del genere. però tutto sommato ho qualcuno a cui voglio bene e mi va di mostrarglielo. e non da oggi, nè solo qui, il regalo anche economicamente prezioso è segno di devozione oltre che di affetto. lavoro, guadagno, spendo. il volano dell' economia. e, ragazzi miei, il mondo del risparmio e dei prezzi bassi è un mondo non economico. è un mondo che tende all' impoverimento non alla ripartizione della ricchezza. la ricchezza non esiste. esistono gli oggetti (se prodotti), gli alberi, i koala.. internet, decantata in quanto sostituisce gli ipermercati (che però danno lavoro a più gente di quanto non facciano cinquanta attività web-based), si mantiene in quanto fonte di surplus di ricchezza. spiace, ma i notebook non crescono sull' albero dei notebook. e non li si produce per guadagnare quanto si è speso, ma un po' in più. e se il consumatore diventa risparmiatore, riciclatore il meccanismo s' incrina. e a me i meccanismi che si incrinano non piacciono molto. specie se rischio di rimetterci io.
sì, tra l' estrarre materie prime, trasportarle, raffinarle, assemblarle in prodotto, senza contare i vari stadi di commercializzazione, produce un consumo di risorse. ma sta qui il trucco. convertire materia in lavoro, lavoro in occasioni, occasioni in benessere. l' alternativa è la sussistenza. che non produce mantenimento. produce impoverimento e miseria.
6) se poi il discorso è
che ("noi") siamo solo degli egoisti, meritiamo di scomparire perchè siamo assassini, aggressori, materialisti, gretti.. si potrebbe rivedere il riferimento a freud.
ok, bello fare come i pellerossa e sedersi a vedere passare i bufali, ma al secondo bufalo io mi sono già rotto il cazzo. questa "civiltà" ha mandato uomini nello spazio e a me i razzi piacciono più dei bufali.
... continua
(perchè sono un vecchio acido, per quanto affascinante)