sto rivedendo l' ultima puntata della quinta serie di the shield. dove succede quel che succede. nulla sarà più come prima.
"prima troviamo chi è stato. e poi lo ammazziamo come un cane."
categoria:segnalazioni, cinema, televisione, eroi
sto rivedendo l' ultima puntata della quinta serie di the shield. dove succede quel che succede. nulla sarà più come prima.
"prima troviamo chi è stato. e poi lo ammazziamo come un cane."
questa notte ho rischiato di morire.
in realtà, si tratta di un aneddoto estremamente spassoso. non lo racconterò, in questa sede, sia perchè è meramente strumentale al discorso, sia perchè sono cazzi miei.
ho ricevuto, quindi, la visita di tre spiriti, durante la mia agonia. per un paradosso temporale, gli spiriti si sono presentati a distanza di un' ora l' uno dall' altro, sebbene la citata agonia sia durata qualche minuto, postumi esclusi.
gli spiriti mi hanno mostrato il passato, il presente (e fin qui, francamente, ci sarei arrivato pure io) ed il futuro.
e mi hanno convinto a cambiare vita.
d' ora in poi sarò cattivo con tutti. sarò violento e perfido.
sarò il peggior capo, il peggior amico, il peggior uomo di questa stanca terra.
e che quegli spiriti malefici, con le loro piume e le aureole vadano a tormentare qualcun altro.
"e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa... aureola si chiama? No no, non-m pies menga, no no no, ragazzi, quelle cose lì... io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico..."
mi guardo attorno e perdo l' orientamento.
impongo la mia visione del mondo. la mia interpretazione crea i monti e i mari, crea le vite e le viti. dalle prime trae sollievo, dalle seconde il vino. si protende nei cieli fin dove diventano neri e si sente solo il suono del silenzio, fino a percepire la radiazione cosmica, la frequenza verso cui tendere per armonia prestabilita.
ho il timore di chiudere gli occhi, di addormentarmi e sentirvi lentamente sparire, diventare trasparenti e perdere il vostro strato di realtà.
siete tutti miei figli, la mia progenie di sensazioni.
siete i miei percepiti.
io creo universi.
la scrittura è una forma espressiva estremamente rischiosa, a mio modo di vedere.
le arti figurative hanno indubbiamente un certo qual livello di indefinitezza. risulta meno semplice prendere un pittore, scuoiarlo, cospargerlo di sale, impiccarlo, dargli fuoco e tagliargli, per ultimo, la testa. così, su due piedi. è necessario ragionare, investigare, verif(ff)ficare. cosa gli passi per la testa. a cosa alluda, cosa intenda.
tuttavia, l' immagine colpisce i nostri centri di intuizione. sebbene indefinita, ci può apparire rapidamente la sensazione di cosa ci si pari innanzi.
la musica è un' amante discreta. ci si diverte molto. si lascia fare qualsiasi cosa. oh sì. molto più di quanto immagini. ha sempre il sorriso sulle labbra. ma quando vuoi farglielo scomparire ci riesci. si ritrae, lotta. ma alla fine soccombe. è riservata. resta tra te e lei. c'è chi deve aggiungerci tante chiacchiere, quelli che vogliono avere sempre l' ultima parola, che devono spostarla su quel livello, che devono razionalizzare. quelli che vogliono farsi scoprire.
scriverò un libro solo quando sarò un intoccabile. quando potrò beffarmi del mondo che si stupirà nel leggermi. ma come fa un uomo tanto integerrimo a costruire un universo scellerato e capovolto? che grande scrittore!
"questo ricordo non vi consoli. quando si muore, si muore soli."
Fabrizio De Andre' - Il Testamento
anche se, a mio parere, la questione più spinosa è il fatto che si vive soli.
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| LED ZEPPELIN, RISORGONO I COLOSSI DEL ROCK |
di Patrizio NissirioLONDRA - Era la riunione in cui nessuno sperava più, ma i Led Zeppelin, per onorare la memoria del discografico che li aveva scoperti, sono tornati insieme per una storica performance che - a giudicare dall'energia vista alla O2 Arena di Londra - dovrebbe aprire la strada a un tour mondiale della band. Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e Jason Bonham (al posto dell'originale batterista, John, suo padre, morto nel 1980), hanno suonato con una potenza e con un repertorio - da Stairway to heaven a Whole lotta love - che chiariscono perché, se qualcuno avesse dei dubbi, questo gruppo abbia influenzato almeno due generazioni di musicisti. Plant, pur senza gli acuti di un tempo, ha ancora una voce da brivido ed evocativa; Page vola sulle corde della chitarra, e la sezione ritmica ha martellato il pubblico con la potenza di uno schiacciasassi. Il concerto era stato organizzato per celebrare la vita e la carriera di Ahmet Ertegun (1923-2006),leggendario co-fondatore della Atlantic Records, che mise sotto contratto artisti fondamentali della storia della musica, da Ray Charles a Crosby, Stills e Nash, da Aretha Franklin agli stessi Zeppelin. Ma dopo l'annuncio di qualche mese fa, il concerto si è trasformato in una frenesia mondiale da parte di 20 milioni di persone che volevano avere un biglietto e si erano registrati per l'acquisto, consentito poi a soli 18.000 fortunati. L'avvio è stato affidato a Bill Wyman - ex Rolling Stone - e ai suoi Rhythm Kings, più Paolo Nutini (l'ultima scoperta di Ertegun), i Foreigner e Paul Rodgers. Inizialmente, in una situazione di disorganizzazione inaudita, la stampa di mezzo mondo è stata confinata in una stanza dove non si vedeva il concerto, ma una televisione che funzionava a singhiozzo. Poi, al terzo brano degli Zeppelin, i giornalisti sono stati 'scortati' finalmente all'interno. Gli Zeppelin, tutti attorno ai sessant'anni (solo Jason ne ha 41) non hanno deluso le legioni di fedelissimi giunti da ben 50 paesi del mondo: i classici fioccavano, ognuno un pezzo di storia rock, ognuno mai sentito dal vivo da decenni. Il brivido psichedelico di Dazed and Confused (con il celebre passaggio di chitarra suonata con l'archetto da Page), i brividi di Immigrant song, l'omaggio al blues delle radici di Trampled underfoot, la potenza devastante di The song remains the same e Whole lotta love. I colossi del rock sono dunque tornati. Milioni di fan ovunque nel pianeta incrociano le dita, sperando che non sia stato un evento unico |
mi è stato fatto notare che il blog non dovrebbe essere il modo per trovare donne. eh, certo, anche io vorrei usare il vecchio modo romantico, la carta di credito.
viviamo una mappa di giorni prosaici, baby.
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- Franco Erbea
si incontrano donne di vario stampo. donne a posto, donne fuori posto. tipe di buona pasta. donne di cartapesta. gente che lo fà apposta. a cercare di farti perdere la testa. quelle che la vita è tutta una festa. quelle dalla mano (e non solo) lesta. quelle con le mani in tasca. quelle che cercano la tresca. quelle che vanno a pesca. quelle che al naso ci hanno l' orecchino e lo cambiano solo per la mosca. quelle che passano gli anni, ma tanto. sono giovani dentro. ma sono mature. nel profondo. sofferte. come nessuno. mai. quelle che hanno perso un bambino, un amante, un padre, un nonno, un amico. tutti morti. tutte hanno un maschio fuggito. quelle selvatiche che hanno due neuroni in testa. e sono contente. e fanno festa. e non dicono mai basta. però lo facevano apposta. quelle sognatrici. che loro non hanno le ambizioni perbene. che loro hanno altro. tanto altro. che hanno imparato tanto. perchè hanno sofferto tanto. e che sono spavalde. fatali quanto basta. e buttano la testa. all' indietro. perchè perdono i sensi. perchè loro si lasciano trasportare.
questo post è come il pinot chardonnay cinzano. per molte, ma non per tutte.