venerdì, 20 giugno 2008

Epitaffio di Luca

Ci ha lasciati il caro Claudio Piccolroaz,
compositore notevole e finissimo bordellaro.
Il mondo piange la sua scomparsa perché con lui si perde l’autore di opere di grande capacità di sperimentazione (il nome rain will cover this world vi dice niente? E le musiche per le sale del cerchio di san maiolo?), il fine esegeta che inseguiva la frontiera del confine tra arti visive e musica, tra elettronica e musica elettronica, tra arti serie e serie televisive, sempre alla ricerca di sonorità nuove per cantare la confusione, la disarmonica armonia dei tempi che sono i nostri e che, fino a ieri compreso, erano anco i suoi.
Ma a noi, che avevamo la fortuna di essere suoi sodali anche fuori dall’ambiente dello spettacolo, claudio mancherà soprattutto nella sua veste privata, quando si sfilava il frac e teneva a portata di mano il cric.
A quante serate ha dato vita, amici? Quante volte ha nobilitato i nostri salotti con la sua augusta presenza? Dal laboratorio di cucina assassina che aveva pensato e avviato per la nostra piccola cricca e che ha segnato il termine dei tempi in cui ci piaceva andare a mangiare tutti assieme, alle veloci ma violentissime risse con gli albanesi fuori dal baretto, coi napoletani fuori dal wanted, con suo fratello sempre e con i pulotti in ogni occasione che, alle tante band che abbiamo fischiato insieme e sotto ai cui palchi abbiamo sboccato. Se ti capitava, lui presente, di dire una bestialità, potevi contare sul fatto che non te l’avrebbe rinfacciata: si limitava a trascriverla e postarla in rete. Ci sono qui oggi persone che da questo sono stati rovinati per sempre, e ne sono fieri. Massi, com’era quella cosa del daiquiri?.
Soprattutto, claudio era uno che se ne fregava. Una roccia. la borghesissima riservatezza novarese portata al suo zenith. se potesse parlare, se oggi fosse qui al tavolo con noi, sono certo che il fatto di essere morto non sarebbe per lui un grosso problema. Si domanderebbe perché ne stiamo parlando tanto, e probabilmente a quest’ora mi avrebbe già menato. Perché si può dire che era stronzo, che era saccente, che era violento, che era intrattabile, che era scriteriato, che era incostante (dico solo: veganesimo), che portava cravatte offensive, che era irresponsabile, che era sbruffone, che era superbo, che era pignolo, che beveva e si drogava, che giocava d’azzardo e che barava, ma mai si potrà dire che si crogiolava nella retorica. Non avrebbe voluto essere santificato dopo morto, il claudio. Non avrebbe voluto pianti, fiori e necrologi. Niente terzo tempo, la partita è finita e si va a casa con le calze sporche nella borsa. Noialtri però siamo esseri umani, e questo sentimento un po’ l’abbiamo: e ci piace di pensare che, nella trista bolgia del più profondo degli inferni dove certamente è stato gettato, claudio si sia finalmente congiunto con i suoi eroi, coi crudeli dittatori, i serial killer e i cantanti marci a cui aveva, da vivo, voluto bene. E ci piace pensare che alle porte dell’inferno abbia trovato joe stummer a chiedergli:
“quando hanno buttato giù la porta d’ingresso,
tu come sei venuto fuori?
Tenendo le mani sopra la testa
o stringendole sul grilletto della pistola?”

e …beh, se le avesse tenute sulla testa sarebbe ancora qui. Andranno d’accordo all’inferno, quei due. Ci vediamo, Cla, inizia a tenere i posti che nei prossimi mesi arriviamo pure noi.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 10:49 | link permanente | commenti
categoria:recensioni, personale
mercoledì, 14 novembre 2007

per vari motivi, non ho fatto a tempo ad esprimere il mio dispiacere per la morte di enzo biagi. mi piaceva molto. tanto quanto non mi piaceva montanelli, per dare un senso di non cronologio di circostanza.

nella prima puntata di decameron, luttazzi ha fatto una rapida carrellata sui commenti vari di politici e giornalisti alla morte di biagi. guardatela.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 13:15 | link permanente | commenti
categoria:segnalazioni, recensioni, riflessioni, eroi
venerdì, 26 ottobre 2007

della serie LE RECENSIONI DI LUCA (che, noterete, contengono sempre un incipit che ci fa attendere con ansia il suo ritorno ai patri luoghi. coi bastoni alzati)

"nessuno ha risposto al mio invito per andare alla serata dei fiery furnaces -così per consolarmi
della vostra infinita pochezza stasera sono andato da roberto ad alessandria e mi sono comprato l'ultimo album dei ff, originale. già!, quando i fratelli friedberger si faranno la prossima cannetta, sappiatelo: l'ho offerta io. 
 
è difficile trovare band da apprezzare perchè ce ne sono troppe, dice eleanor
 
ma la differenza si sente, cazzi vostri se non ci credete. la tentazione è di non dire niente e poi, una sera,
molto dopo che nostri sono venuti a milano, accendere l'autoradio su pricked in the heart e aspettare che il pesce abbocchi.
 
ma questo disco mi ha cambiato, fortuna vostra. potremmo dire che è un miracolo del rock,
non fosse che non sono sicuro che sia proprio rock. bisogna capirli, i ragazzi: sono due wasp
spocchiosetti decisi a mostrare QUANTO la sanno più lunga di noi plebaglia.
 
gente che dice cose come  "è difficile trovare band da apprezzare perchè ce ne sono troppe"
Immaginati che razza di snob del cazzo bisogna essere per uscirsene fuori con una frase del genere
 
Brucia ammettere che la sanno DAVVERO lunga. lei ha voce, lui ha tanto coraggio.
la band ha carattere sia sulle linee melodiche sia quando c'è da tirare
e non si fa scrupoli a pestare letteralmente i piedi ai Grandi (ai Grandi di tutti i Generi)
(ai Grandi di tutti i Generi nella stessa canzone)
 
non tutti apprezzano, ed è comprensibile. però, tanto per non avere rimorsi in vecchaia,
provare a sentire un paio di pezzi prima del concerto potrebbe non essere una cattiva idea.
(ma è solo un suggerimento: se poi qualcuno si fa male, non è colpa mia)
 
l."

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 08:35 | link permanente | commenti
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lunedì, 15 ottobre 2007

Francesco Guccini - Radici

non che si possa parlare proprio di recensione, avendo l'album in questione trentacinque anni, ma dopotutto io sono un riflessivo ed ho i miei tempi. ma tra l'autunno, i cambiamenti continui ed il bisogno di stabilità anche esteriore, i boschi e le querce, il richiamo della terra e delle parole dei padri. tra che questo disco era ed è un capolavoro, semplice, genuino come lo strudel, amaro come l'esilio, dolce come l'ultima notte d'amore, distaccato e partecipe, sacro come i ricordi, struggente come il rimpianto. stando così le cose, io lo ascolto nel mezzottobre. se vi capita.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 22:27 | link permanente | commenti (2)
categoria:segnalazioni, musica, recensioni, personale, folk, eroi, vita cagna
mercoledì, 05 settembre 2007

il link ad ubuntu - http://www.ubuntu.com/ - c'è non perchè sia gratis, ma perchè è un ottimo sistema operativo.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 16:08 | link permanente | commenti
categoria:segnalazioni, recensioni, software
lunedì, 27 agosto 2007

il movimento nazista croato è ancora acerbo per quanto fantasioso. la particolare distorsione della svastica potrebbe però voler intendere una qualche raffinata revisione dell' ideologia nazionalsocialista.

a guardare meglio, pare un lombrico con le mani alzate.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 14:10 | link permanente | commenti (2)
categoria:viaggi, recensioni, vita cagna
lunedì, 27 agosto 2007

sabato notte sono tornato. una settimana in croazia. a malinska, sull' isola di krk, nel golfo del qarnaro.

se sei in italia, per andare in croazia, fai così. vai su, sempre dritto. in fondo all' italia gira a destra, poi subito a sinistra. la slovenia si trova dove di solito sta il cesso nei bar. poi sempre dritto, finisce la slovenia, inizia la croazia, dritto ancora, passi fiume/rieka (dipende se nutri sentimenti irredentisti o no) e la croazia si apre davanti a te (alle spalle hai l' istria, ma, ragazzi, quella è italia).

per arrivare all' isola di krk, si deve costeggiare il mare per alcune baie, tra fiume e l' isola, appunto. la strada sembra quella che porta il sabato pomeriggio da arona a stresa, sul lago maggiore. infine ti ritrovi un paio di caselli, per pagare il pedaggio sul ponte. è abbastanza suggestiva come struttura. cemento armato che si staglia per un paio di chilometri nel mare, si appoggia su uno scoglio puntuto e approda sull' isola.

l' isola di krk è grande. una delle più grandi del mediterraneo. ma volendo essere precisi, pure l' eurasia è un' isola e krk le fa una sega.

vai in giù per una trentina di chilometri e trovi malinska. il paesaggio interno è affascinante. spigoloso, come i croati e la loro lingua che evita con cura le vocali. arido, ma non brullo. selvatico. comunque più verde che a sud, dove trovi monti di pietraie e ciuffi d' erba abbarbicati.

malinska è un paesino. turistico. sull' isola è tra i centri che hanno meno da mostrare della propria storia. ma non è sgradevole. è una baia, che tende all' omologazione del grande regno delle coste mediterranee, che va da gibilterra alla grecia senza soluzione di continuità. ma è ancora abitabile. bar, locali, ristoranti, discoteche, negozietti di cianfrusaglie, spiaggette. ma con una dimensione meno estraniante che altrove.

malinska si estende poi, brevemente, verso l' interno su una collina promontorio. con casette e alberi.

si mangia il pesce. ben cucinato. i prezzi non sono così bassi come alcuni sostengono. non come al sud della croazia, verso spalato o dubrovnik. il servizio nei ristoranti è pessimo. in una nostra pizzeria, c'è decisamente maggiore accortezza nell' apparecchiare, tanto per dire. la pasta è scotta, nonostante qualcuno che si spaccia per buongustaio e parla di ristoranti costosi non riesca ad accorgersene. non sono preparati con gran cura, si vede che il tutto è abbastanza dilettantesco ed improvvisato. il servizio è lento. ma il pesce è buono, sebbene per me basti per un anno, e non fosse stato per altri avrei pure evitato di mangiarne ogni giorno.

il vino fa schifo. che prendiate vino sfuso, o la bottiglia di malvazja istriano (che dei vitigni del triveneto porta ormai solo il nome trasliterato), poco cambia. non sa di niente. acqua gialla alcoolica. non sono stati necessari molti anni, per dimenticare una tradizione antica.

meglio la birra, la ozujsko, più economica, o la karlovatchko. nulla di trascendentale, ma se vi piace la birra fresca, chiara, dissetante ed a buon mercato (come a me) va benissimo. tutto sommato è più semplice fare birra che vino.

nei market si trova tutto ciò che c'è in italia, agli stessi prezzi, e comunque a non di più.

il mare è bello. quello del sud è migliore rispetto alla zona più chiusa di malinska, ma spostandosi leggermente dal centro della baia, l' acqua è proprio bella ed il fondale pure. non ci sono che pochi ricci, che invece popolano le coste del sud. tutto sommato poi a me il discorso acqua interessa relativamente, non nuotando. il sole è lo stesso di tutto il mondo e le spiagge sono gradevoli.

nel complesso si sta bene, anche se io, per motivi che riguardano la mia psiche, ero sul limite di un olocausto. ma del resto mi capita ogni volta che sto in vacanza e/o in compagnia forzata.

il torneo di pes6 se l' è aggiudicato fla/inter (merda) , in virtù di un mio/real sfortunato pareggio alla prima giornata contro marco/manchester utd (poi quinto). terzo fra/barcellona, quarto zazo/milan, sesto patrick/??. gravi irregolarità durante il torneo, ma il risultato è stato comunque omologato. marco, deferito per gravi sospetti di illecito nella partita conclusiva, si è difeso dicendo che è colpa del sistema. 

un traffico cane ha contornato l' andata e il ritorno.

la cena al selfservice dell' autogrill al ritorno vale tutto il cazzo di pesce croato!

ho omesso un sacco di roba perchè mi stavo stancando di scrivere.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 14:02 | link permanente | commenti
categoria:recensioni, vita cagna
lunedì, 18 giugno 2007

PREMESSA

c'è un luogo comune che recita all' incirca: chi sa fa, chi non sa insegna. chiunque abbia frequentato una qualsiasi scuola nel regno d'italia può confermare quest' ipotesi. chi, pur avendo frequentato le scuole del regno d'italia, sostiene il contrario, adducendo pretese maieutiche et similia, dovrebbe interrogarsi sulla propria identità, culturale e anche, se quanto detto non dovesse ferire abbastanza, sessuale.

quindi, abbiamo appurato che chi sa fa e chi non sa insegna.

e chi non sa insegnare? qualcuno potrebbe rispondere: critica!

nulla di più falso. potrei anche perderci mezz'oretta a dimostrarlo, ma voi non volete farmi perdere tempo, vero? diamo perciò per assodato che l'attività più alta dell'uomo è quella di criticare. non mi esprimo in questa sede su quale sia quella della donna, trovo se ne parli molto meglio e in maniera più approfondita al bar dopo qualche birra.

naturalmente, qui non vi capiterà di leggere una critica costruttuva che sia una.

SVILUPPO

i griffin sapete cosa sono? sono una famiglia protagonista di un cartoon clone dei simpson. c'è il padre grasso e gradasso, la madre un po' saputella e con la testa sulle spalle, un figlio ciccione, una figlia sfigatella, un bambino che parla tanto e con voce e pensieri adulti e perfidi (prima differenza). c'è inoltre ilpersonaggio di un cane antropomorfo, che parla e beve martini.

e cosa farà mai sta famiglia griffin? vive (mezz'ora alla volta, pubblicità inclusa) in una cittadina, con vicini pittoreschi, per modo di dire, tra una trama traballante e l'altra, interrotte da frequentissime gag insistite.

quanto detto, potrebbe essere sufficiente a motivare il giudizio del titolo. ma ancora una volta, non imparerete mai, vi siete sbagliati.

ci sono alcune differenze tra i simpson (prendendoli a modello di riferimento) ed i griffin. mi riferisco alle prime serie dei simpson, riconoscibili da alcuni tratti stilistici, sia dal punto di vista del disegno, sia da quello dei contenuti e dello sviluppo della trama, sia da quello dell' orientamento culturale.

i "nuovi" simpson, logori e malconci che nemmeno rocky VI, ricalcano la struttura, fortunata e storica, della situazione-ribaltamento-conclusione, cara alle strip. dilatando la fase del ribaltamento, peraltro, fino ad ottenere situazione-ribaltament-controribaltamento-controcontroribaltamento-conclusione(?). tuttavia nelle ultime serie resta solo la struttura, avulsa dal contesto dello sviluppo dell' episodio, povera in contenuti e franacamente mal disegnata. (ne ho approfittato per criticare anche un po' i sipson).

i griffin sono la versione repubblicana dei simpson.

la moglie, alto borghese, figlia di papà, che si toglie il lusso di snobbare (avendoli passati tutti) i giovanotti pari ceto e di scegliere come marito il ragazzo che pulisce la piscina di casa. ciccione, ignorante, tonto.

il padre, peter griffin, è in effetti il personaggio più simile all' homersimpson prototipo. grasso, pigro, iracondo, beone, spaccone, fanfarone. manca però di ciò che rende homer un personaggio degno di immedesimazione. manca di umanità. manca della commozione per la nascita del figlio, manca del pathos avvcinandosi alla (presunta) morte, manca la fragilità nello scoprire il lento assottigliarsi del filo che lo unisce alla moglie. manca l'eroismo nel sacrificarsi al lavoro in centrale, umiliato, per mantenere la famiglia. il rinunciare al condizionatore per acquistare alla figlia un sax. homer simpson è un uomo, scimmiesco, ancestrale, ma uomo.

la dimensione umana sfugge alo show dei griffin, puramente intrattenitivo. il dettame, non coerente, che ne traspare, odora di conservatorismo omologato. di staus quo. di moralismo alla csi (la prossima la dedicherò senza dubbio a quelli là). puzza di bush family (non nel senso botanico).

ogni episodio termina più con un colpo di forbici dato da un cieco, che non con un vero e proprio finale. una moralina da due soldi, per strizzare l' occhio a fedro e alla fiaba, chiudendo in gloria ogni salmo.

that's all folks

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 15:19 | link permanente | commenti (7)
categoria:recensioni
domenica, 17 giugno 2007

"invece, il tuo blog è come la bibbia, nel senso che c'è violenza sesso e grande spasso, mi levo il cappello. ho provato finalmente la dura sensazione comune a tutti i lettori di verità&pace (sordo terrore prima della lettura,sete di sangue dopo)."

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 13:16 | link permanente | commenti
categoria:recensioni, vita cagna
venerdì, 15 giugno 2007

pubblico, e non sarà l'ultima, la email/recensione che luca mi ha mandato sul nuovo album della gatta.

la pubblico per vari motivi, che ora vado ad elencare:

1- è mio amico e questo è più che sufficiente in italia (se io fossi ricco e potente, sarebbe ancora più sufficiente).

2- cat spacca.

3- mi stanno sul cazzo non solo le recensioni dei giornali - ne ho letta una sul venerdì di repubblica qualche, appunto, venerdì fa col tizio che usava il boxino per dire che un cd di una ragazzina, per ragazzini, faceva schifo. ok, bravo.. -. mi stanno sul cazzo anche quelle delle fighette sul web.

4- luca non è un giornale e menchemeno una fighetta!!

ciao Claudio,
la prendo alla lontana:
venerdì ero depresso dal lavoro e mi sono regalato un pò di shopping su amazon, per recuperare qualche disco (e un libro dei maakies) che ci tenevo ad ascoltare su un formato decente: oltre al primo dei radio dept, che già conoscevo bene e ascoltavo in esclusiva da una settimana, ho dato fondo al portafoglio per il nuovo album dei The National e per i Grinderman di nick cave e warren ellis.

come sono? non ne ho la più pallida idea, perchè all'ultimo momento ho aggiunto alla lista anche l'ultimo di cat power (the greatest) e da quando è arrivato il pacco non ho orecchie che per lei..
Un pò perchè le canzoni mi erano entrate in testa al concerto (e già questo indica che sono WOW) un pò perchè lei è sempre una strafiga, ma soprattutto perchè

diavolo, la ragazza è cresciuta!

non so cosa sia, perchè di folk rock non ne capisco poi troppo, ma i pezzi hanno una statura da olimpo, i testi sono amari come il china martini, la band tiene una tensione che carica il tutto di un groove soffocato (l'album è registrato a memphis). voleva farci capire che le piace stare al mondo anche se si soffre come dei cani? se era l'obiettivo, brava chan, l'hai centrato. trema, patti smith, perchè nella canzone d'apertura (the greatest), nella contorta the moon, nell'inno di love&communication, nel ritornello accennato di empty shell (pezzo che chiudeva il live e che dal vivo diventa un'onda di rock che non si sentiva dai tempi dei migliori jefferson airplane) c'è tutto quello che tu non riesci a mettere in un pezzo dalla fine degli anni settanta.

in rete si trovano recensioni migliori, meno obiettive anche, mi sa. ma poi chi le ha scritte ti passa il cd? eheh! in effetti i miei piani per il pomeriggio sono di finire di lavorare e poi andare a cercare nei negozi del quartiere dei cd vergini per diffondere il verbo.

Preso da un dubbio, mi sono cercato davvero delle recensioni online: quelle italiane dicono che l'album fa schifo, quelle americane sono più dalla mia parte anche se anche da quelle parti ci sono coglioni che non capiscono un cazzo. ma tanto, cambia qualcosa? per me no di certo
l.

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 16:41 | link permanente | commenti (18)
categoria:musica, recensioni, folk, rock, cat power, luca recensisce con grazia
sabato, 12 maggio 2007

ieri stavo andando a fare un lavoro da qualche parte e stavo ascoltando radio24.

ascolto la radio solo in auto. di solito ascolto radio popolare, quando mi stracciano le palle (perchè: 1) trasmissioni con gli ascoltatori che chiamano e sono inviperiti con l'universo e parlano di tutto fuorchè l' argomento in questione, 2) cominciano a mandare musica che mi fa rimpiangere di essere sordo o morto, 3) iniziano i discorsi/interviste un po' troppo sull' amore universale) cambio canale.

non mi va di ascoltare musica alla radio, quella che mi piace me la porto io. voglio sentire parlare. giro preferibilmente su radio24 (mi è capitato di trovare gianluca nicoletti al mattino, e mi piace), sennò su radio2.

il motivo principale è che sono salvate nelle posizioni 2 e 3 sull' autoradio. si sono salvate da sole, penso.

comunque, stavo ascoltando radio24 e parlavano di serie TV, con gente che mandava email per votare la preferita. comparivano "ER", "una mamma per amica", altre ose.. insomma serie che o non ho mai visto, nonostante la fama (ER per esempio), o che mi fanno proprio cagare (l'altra, ma la guardava mia mamma, giuro. invece un mio amico, ho promesso di non fare il nome, la guarda e gli piace. prendetevela con lui!!!).

boh, visto che per stamattina ritengo di avere venduto/incassato/fatturato abbastanza, che ho un male fottuto non vi dico dove (no, non lì. nemmeno lì...), metto giù a caso un elenco di telefilm che 1) ricordo, 2) hanno formato la mia infanzia, 3) amo ora!, 4) che guardavo più o meno appassionato. escludo serie come supercar che odiavo, per intenderci.

NOTA -- la divisione che seguirà non è cronologica, nè secondo l' età dei telefilm, nè secondo la mia.

INFANZIA, o dell' innocenza del telefilm

*** in questa categoria potrei mettere, con un po' di elasticità, le opere più schematizzate. un canovaccio che si ripete di volta in volta senza evidenti effetti di una puntata sull' altra. un elemento di continuità dato unicamente dai personaggi. lo schema prevede un trionfo finale del protagonista, generalmente buono e senza ombre ***

- A-team / Automan / Manimal / Street Hawk / Hulk / Arnold / I Jefferson / Starsky e Hutch / Charlie' s Angels

EVOLUZIONE, o di quando ho iniziato a guardare (poco) solo ciò che mi piaceva

*** in effetti avevo altro da fare, ma qualcosa che mi piaceva più di altro c'è ***

- Magnum PI / Un medico tra gli orsi / Moonlightning investigazioni / The sweany / Law & order / NYPD / L' ispettore Derrick

DIPENDENZA, ovvero, oggi con serie meravigliose e il mio cervello in pappa davanti alla TV

*** qui non c'è nulla da spiegare****

- THE SHIELD / Medium / Cold Case / Boomtown / 24 / Prison Break / Deadtown / Buttafuori / My name is Earl / Scrubs / Senza traccia / The practice / Six feet under / Nip & Tuck prima serie / Dr House prima serie

c'è sicuramente molto altro, ora non riesco a riflettere, perchè non riesco a tenere a bada di là una ventina di clienti dicendo loro che devo finire di scrivere il discorso del presidente.

se vi viene in mente qualcosa, chiedetevi "gli piacerà?". al 99,9% la risposta sarà no. nei casi restanti sarò ubriaco e magari aggiornerò l' elenco.

vado.... 

words & muzic by: glaukoma in data 'strale 12:30 | link permanente | commenti
categoria:recensioni, televisione, vita cagna